dauhaus

3rd prize
Agnese Salvati
Pierluigi Palese
Martina Paterlini
+
Silvia Mogini (MTE)

Il concorso di idee “Rome Community Ring” invita a riflettere sulla realtà di Roma e della sua cinta di Forti militari, strutture di difesa oggi non più necessarie. Esse pertanto risultano idonee ad un’operazione di recupero e rifunzionalizzazione a servizio dell’intera area urbana.

Il campo trincerato, composto di 15 Forti e 4 batterie, nasce come anello difensivo perimetrale della neocapitale del Regno di Italia alla fine del 1800. Nel corso degli anni l’espansione urbana ha raggiunto e superato i limiti del campo trincerato, tanto che, ad oggi, la maggior parte di questi manufatti si trova inserita in tessuti urbani densi e nevralgici per la città di Roma.

La restituzione di questi beni a servizio della città costituisce pertanto sia una potenzialità a scala urbana, quale infrastruttura culturale e ambientale, sia a scala di quartiere, quale spazio idoneo ad accogliere funzioni e servizi per la comunità locale.

Ragionando su entrambe le scale si intende pertanto garantire un uso quotidiano di queste strutture da parte dell’utenza locale, in modo da garantirne anche una adeguata manutenzione, e trasformarle allo stesso tempo in poli attrattivi per un pubblico più vasto, urbano e internazionale, inserendovi funzioni di carattere artistico e culturale.

La tipologia edilizia del Forte militare, che nel caso romano si ispira al modello prussiano, si caratterizza per ambienti interni principalmente ipogei o semi ipogei che, a seconda delle dimensioni, si prestano ad accogliere laboratori, spazi espositivi, spazi culturali e performativi ma anche attività ricettive; la presenza delle “Piazze d’armi” e la forte caratterizzazione naturale di questi manufatti suggerisce inoltre la realizzazione di veri e propri spazi pubblici e aree verdi attrezzate a servizio della collettività.

L’analisi di tre parametri urbani quali accessibilità, valore ambientale e bacino d’utenza dei forti e, parallelamente, del ventaglio di funzioni compatibili con la tipologia edilizia, consente l’individuazione dei caratteri sociali ed identitari di ciascun sito e dunque l’appropriata allocazione di funzioni di rilievo urbano ed internazionale, garantendo la compatibilità tra le diverse scale.

Alla scala dei singoli manufatti, nello specifico riguardo Forte Portuense, si propone un concept di intervento che garantisca l’accessibilità e la fruibilità del complesso degli spazi interni ed esterni nel rispetto della struttura originaria.

Intervenendo sull’area perimetrale del Forte Portuense, si propone la demolizione delle strutture attualmente presenti al fine di ricostruire il terrapieno originario. Su quest’ultimo vengono realizzate delle aperture per delineare dei percorsi di accesso alle nuove strutture semi-ipogee inserite nel terrapieno stesso. In tal modo è possibile ripristinare l’aspetto originario dell’area perimetrale del forte, mimetizzato nel contesto naturale, pur rifunzionandola attraverso l’inserimento di servizi quali l’asilo, un centro anziani ed un centro sportivo.

Gli spazi interni al Forte sono organizzati sulla base di quattro percorsi anulari principali. Il primo, nel fossato, si configura come una “promenade” accessibile da via Portuense. Una passerella lignea volta a superare i dislivelli in corrispondenza delle caponiere permette la massima accessibilità a questo percorso, trasformandolo in un nuovo spazio pubblico per il quartiere.

L’accesso al Forte viene riportato nella sua configurazione originaria. Appena oltre l’ingresso si offre la possibilità di tre percorsi alternativi: art, community e handicraft. Il primo percorre tutto l’anello ipogeo di comunicazione tra gli ambienti, progettato per esposizioni temporanee o permanenti, e accompagna il visitatore attraverso tutte le attività presenti all’interno degli spazi del Forte: laboratori manuali, multimediali e olistico-sportivi. Il percorso community si snoda principalmente nella piazza d’armi, attrezzata con spazi relax e per eventi all’aperto mediante la realizzazione di una cavea. Infine il terzo percorso handicraft, collocato esternamente a una quota superiore, è volto a rivitalizzare i percorsi del ramparo alto e basso, su cui affacciano una serie di atelier artistici e di artigianato con le rispettive piazzole, alcune di esse adibite a  spazi di sosta e relax altre a spazi di lavoro all’aperto.

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