dauhaus

Alessia Spirito
Lorenzo Diana
Pierluigi Palese
Agnese Salvati
Marco Gissara

+ Barbas Lopes Arquitectos (Patricia Barbas e Diogo Seixas Lopes)

 

Un intervento come innesco e tassello

Il masterplan origina dall’analisi dell’area interessata e del suo intorno, nonché dalla presa d’atto dei livelli di piani, programmi e progetti succedutisi nel tempo. Questo studio ha portato a riconoscere potenzialità e problematiche ed enucleare obiettivi complessivi.

Per quanto riguarda l’area in oggetto, essi sono riassumibili in: nuovo disegno urbano, permeabilità, continuità dei percorsi e relazioni con l’intorno, centralità di spazi pubblici e verde, attenzione alle preesistenze. Sono inoltre stati individuati altri obiettivi a scala più ampia, rispetto ai quali l’intervento può fungere da innesco e/o tassello, fra cui: riqualificazione degli spazi pubblici, asse culturale e connessione ambientale V.Glori–M.Mario, incremento pedonalità dell’area.

Le conseguenti scelte progettuali sono state: conservazione ed integrazione delle preesistenze, connessione p.za Mancini/v. del Vignola attraverso il percorso principale dell’area, costruzione a partire dai vuoti, verde diffuso. Inoltre, in un’ottica più ampia, la pedonalizzazione del tratto di via G.Reni (che richiama la precedente unione tra le caserme) e la conseguente sistemazione di tutti parcheggi in una piastra interrata.

BUILDING_OVER

Il passato è una terra straniera, lo sguardo del presente lo rende familiare

BUILDING_OVER è la strategia complessiva del masterplan: un richiamo alla storia di Roma, cresciuta nei secoli per strati successivi, ed allo stesso tempo l’intervento su un frammento che riprende lo spirito del disegno unitario del 1909.

Nello specifico, le ipotesi di intervento di Building_Over possono essere indicate come: esaltazione di elementi significativi; conservazione e riuso dell’esistente integrato con nuovi volumi; svuotamento delle strutture; costruzione di nuovi volumi.

Le tematiche principali sono quelle della costruzione a partire dagli spazi aperti, della conservazione ed integrazione delle preesistenze, della sostenibilità ambientale.

L’esistente è ri-usato, ri-funzionalizzato, ri-pensato, attraverso vuoti che gli restituiscono il senso spaziale ed urbano e pieni che lo completano ed esaltano. Il verde è diffuso, in continuità tanto con le aree vicine quanto a livello urbano. Le caratteristiche tipologiche sono atte a coniugare il benessere ambientale con strategie attive e passive di risparmio energetico.

Un nuovo disegno urbano.

A partire dall’antico ingresso, ampliato e coronato da un landmark, l’area di progetto si organizza con il polo scientifico ad Est e le restanti funzioni ad Ovest.

La Città della Scienza è costituita dai fabbricati esistenti, riutilizzati come sale espositive ed in parte svuotati per creare un ambito verde di ingresso, cui è aggiunto un volume soprelevato destinato ad uffici e laboratori di ricerca.

Residenze e social housing, accorpate in una logica di mixité, vengono concentrate nel lotto all’estremità Ovest dell’area. La rivisitazione della tipologia a corte, che ne minimizza l’impronta a terra, rappresenta un richiamo al novecentesco quartiere Flaminio.

Lungo il percorso principale, baricentro del progetto, si aprono tre piazze, si evidenziano piccoli episodi (tra cui il primo edificio costruito sull’area) e vengono riutilizzati i fabbricati longitudinali esistenti.

Il primo, quinta storica su via G.Reni, è riconvertito per ospitare attività commerciali. Su di esso viene giustapposto un volume destinato ad attività ricettive. Il secondo, l’edificio centrale, è smaterializzato e reso permeabile, uno spazio pubblico coperto che accoglie al suo interno attrezzature di quartiere flessibili e polifunzionali (hub dell’artigianato). Il volume è ampliato a ricomprendere la piccola struttura adiacente. Il terzo, tagliato dal percorso pubblico principale, sopraelevato e prolungato anch’esso, ospita parte delle attrezzature pubbliche di quartiere (asilo nido e biblioteca).

Il percorso sfocia infine su via del Vignola, aprendosi verso gli spazi pubblici dell’asse e del sistema di piazze adiacente.

http://www.progettoflaminio.it/wp-content/uploads/2015/03/PF-Elenco-partecipanti2.pdf

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